di Chiara Macrone

“Nomina sunt consequentia rerum”, ebbene: il termine “masturbazione” deriva dal latino, frutto dell’unione di “manu” (ablativo di “manus”) con il verbo “stuprare”. Da qui l’accezione negativa del gesto in sé: equivarrebbe a dire disordinare, violare, sporcare se stessi con le proprie mani.
Allora chiedo a voi, lettori che vi masturbate: dov’è il male in tutto questo? Forse nell’egoismo intrinseco della masturbazione?
Ma cosa c’è di più soddisfacente?
L’autoerotismo è compensazione, sfogo di un bisogno metafisico, non solo fisiologico.
Ammettetelo, lettori, mentre scorrete queste righe con perplessità chiedendovi dove voglia arrivare: quante volte vi siete masturbati?
Musicista, mi rivolgo a te: mai eiaculato note? Sei mai giunto all’amplesso, preda di uno sconvolgimento emozionale talmente forte da non avere i mezzi per esprimerlo, se non quel tuo unico linguaggio, mezzo di realizzazione immediata? Hai imbracciato il tuo strumento, sentendo null’altro che quello, nella maniera più spontanea del mondo, in modo fine a se stesso, riversando su di lui tutto ciò che avresti voluto, ma non potevi dire.
Cari lettori, non vedete la meravigliosa pornografia che albeggia dietro tutto questo?
La masturbazione è in noi, volenti o nolenti, e potete trovarla nello schizzo di purpurea tempera scagliata su una tela, con rabbia, da un artista da strapazzo che ha immerso le mani nella vischiosità della vernice (e della vita).
Mi rivolgo a te, casalinga sola con le tue nevrosi e con i ricordi che giorno dopo giorno prendono forme impalpabili, a te che disillusa, rinchiusa tra quelle quattro mura, ingurgiti con frustrazione i tuoi cioccolatini dopo averli amorevolmente carezzati uno ad uno, come facesti prima col tuo uomo, coi tuoi bambini poi.
La masturbazione palpita in ogni singolo gesto che, in un modo o in un altro, ci permette di manifestare la nostra reale natura, il nostro io più profondo, con tutte le sue molteplici sfaccettature. Soli con noi stessi, liberi di essere così come ci percepiamo, smettiamo di dover “apparire”, di impegnarci per essere accettati da coloro che ci circondano (non è un caso se la mancanza o l’eccesso di masturbazione siano, nella maggior parte dei casi, indici di un disagio interiore non indifferente).
Ebbene, sentitevi liberi di essere voi stessi e riscoprite le dinamiche di un gesto che può solo aiutarvi a vivere meglio: “prendete e masturbatevi tutti”.

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