La pornografia, ad oggi considerata per lo più volgare, è uno dei modi molto espressivi per esibire corpi femminili nudi e voluttuosi. Marina Abramovic ha scavato in profondità nell’eros e ha cercato di portare a galla i percorsi dell’erotismo del passato. Studiando la cultura pagana, specialmente quella dei Balcani (sua terra d’origine), ha trovato molti testi risalenti ai secoli XIV°, XV°, XVI°, e persino riti dei giorni nostri, dove gli organi sessuali, maschili e femminili, sono strumenti taumaturgici per curare malattie, favorire la fertilità, comunicare con gli dei. Marina Abramovic ha messo in scena alcuni di questi riti, che spesso esistono solo nelle descrizioni dei testi, cercando di stabilire una relazione tra il presente e una primordiale concezione di sessualità.